Cos’è l’insonnia
L’insonnia è una condizione del sonno che comporta non dormire bene o non dormire a sufficienza. Può diventare un disturbo del sonno, con conseguenze importanti sul funzionamento quotidiano. L’insonnia può manifestarsi in molti modi: si può avere difficoltà ad addormentarsi, si possono sperimentare risvegli frequenti durante la notte o ci si sveglia presto senza più prendere sonno e questo fa sì che ci si senta stanchi fin dal mattino.
Per alcune persone non è così importante e influisce poco sulla qualità di vita, per altre invece è un problema che riduce il livello di energia e influenza l’umore, la salute, le prestazioni lavorative e la qualità della vita.
L’insonnia può presentarsi sporadicamente, in alcuni momenti specifici della vita oppure può essere cronica. L’insonnia cronica è il disturbo del sonno più diffuso ed è un motivo frequente di consultazione medica. L’insonnia non è pericolosa, soprattutto perché può essere trattata con alcuni cambiamenti nelle abitudini quotidiane, psicoterapia o farmaci.
Per approfondire:
- Insonnia: una guida per capire cos’è
- Ansia: una guida per capire cos’è
- Stress, insonnia e cortisolo
- Insonnia: sintomi, cause e fattori di rischio
Come dormiamo?
La quantità di sonno di cui abbiamo bisogno non è uguale per tutti. In generale, però, per la maggior parte degli adulti l’intervallo considerato ideale è tra le 7 e le 9 ore a notte. All’interno di questi valori esistono molte differenze individuali e per questo gli esperti considerano “normali” diverse abitudini e modi di dormire.
Mattinieri (early birds)
sono le persone che tendono ad attivarsi presto e che preferiscono andare a letto nelle prime ore della sera.
Nottambuli (night owls)
al contrario, si sentono più a loro agio andando a dormire tardi e svegliandosi più avanti nel mattino.
Short-sleepers
individui che, per caratteristiche personali, probabilmente anche genetiche, hanno bisogno di meno ore di sonno rispetto alla media, pur rimanendo perfettamente funzionali durante il giorno.
Abitudini di sonno apprese
alcune modalità di dormire non sono innate, ma si formano nel tempo. Per esempio, professioni che richiedono vigilanza costante possono portare a dormire in modo leggero; altre situazioni, al contrario, “allenano” a dormire profondamente nonostante rumori o disturbi esterni.
Variazioni del sonno nelle diverse età della vita
il fabbisogno di sonno non rimane costante. I neonati arrivano a dormire tra le 14 e le 17 ore al giorno, mentre con l’avanzare dell’età ci si stabilizza intorno alle 7–9 ore.
Per approfondire:
- L’insonnia non è tutta uguale: la classificazione
- L’insonnia iniziale: quando è difficile addormentarsi
- Insonnia di mantenimento: svegliarsi di notte
- Il cronotipo: cos’è e come funziona
Classificazione dell’insonnia
L’insonnia può essere classificata in base a due criteri:
In base alla durata
ovvero acuta e a breve termine oppure cronica quindi a lungo termine. La forma cronica è chiamata anche disturbo da insonnia.
In base alla causa
l’insonnia primaria si manifesta da sola, senza altre condizioni delle quali è sintomo; mentre l’insonnia secondaria è un sintomo di un’altra condizione o disturbo
L’insonnia in generale è molto diffusa: si stima che circa 1 adulto su 3 nel mondo sperimenti questa condizione in forma acuta o come sintomo secondario e che per il 10% degli adulti si possa parlare di insonnia cronica.
Cos’è l’insonnia cronica
Capita a quasi tutti, almeno una volta nella vita, di attraversare un periodo di insonnia transitoria, che può durare pochi giorni o diverse settimane. Di solito è legata a momenti di stress, cambiamenti importanti o situazioni emotive impegnative. In altri casi, però, il disturbo persiste oltre i tre mesi: è ciò che chiamiamo insonnia cronica.
L’insonnia cronica si definisce in base a queste caratteristiche:
- Addormentarsi richiede molto tempo
- Il sonno viene interrotto spesso oppure risulta poco ristoratore.
Per definire la condizione come cronica, questi problemi devono comparire almeno tre volte a settimana per più di tre mesi, nonostante l’ambiente e le circostanze siano adeguati al riposo. Le conseguenze si manifestano durante il giorno, con ripercussioni sul benessere e sulla capacità di svolgere le attività quotidiane.
Effetti dell’insonnia e condizioni associate
L’insonnia cronica non riguarda solo le notti difficili, ma come abbiamo visto ha un impatto concreto anche sulla vita quotidiana.
Quando il sonno è poco o frammentato per mesi, il corpo e la mente ne risentono.
Effetti dell’insonnia cronica sulla vita quotidiana
- Calo dell’energia e della motivazione.
- Eccessiva sonnolenza durante il giorno, che rende difficile mantenere attenzione e lucidità.
- Difficoltà a concentrarsi e a studiare, con ricadute sul rendimento scolastico o universitario.
- Maggiore rischio di incidenti, soprattutto alla guida o sul lavoro, a causa della sonnolenza.
- Riduzione della produttività, perché tutto richiede più tempo e fatica.
- Irritabilità e sbalzi d’umore, che possono complicare le relazioni con gli altri.
Condizioni spesso associate all’insonnia cronica
L’insonnia di lunga durata si accompagna spesso ad altre problematiche di salute, tra cui:
- Disturbi dell’umore: depressione, ansia.
- Apnea ostruttiva del sonno, spesso non diagnosticata.
- Pressione alta.
- Dolore cronico.
- Reflusso gastroesofageo (GERD).
- Malattie respiratorie croniche, come BPCO e asma.
- Ipertrofia prostatica benigna, che può causare risvegli notturni frequenti.
- Sintomi vasomotori, come vampate o sudorazioni notturne.
Per approfondire: