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Insonnia: una guida per capire cos’è

Dormire bene è fondamentale per il benessere fisico e mentale, ma non sempre è facile. Periodi di stress, cambiamenti nella routine o difficoltà emotive possono interferire con il sonno e portare a notti agitate o poco riposanti. L’insonnia è uno dei disturbi del sonno più comuni e può avere un impatto significativo sulla qualità della vita. Capire che cos’è, da cosa dipende e come si può affrontare è il primo passo per gestirla in modo più consapevole.

1. Cos’è l’insonnia?

L’insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato dalla difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno durante la notte o dal risveglio precoce al mattino, con la sensazione di non aver riposato a sufficienza. Può manifestarsi in modo occasionale, ad esempio in periodi di particolare stress, oppure diventare persistente nel tempo. Si parla di insonnia quando i sintomi iniziano a influire sul funzionamento quotidiano, causando stanchezza, ridotta concentrazione o alterazioni dell’umore durante il giorno.

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2. Quanto dovremmo dormire?

Il fabbisogno di sonno varia da persona a persona e dipende da fattori come l’età, lo stile di vita e il livello di attività quotidiana. In generale, un adulto ha bisogno in media di circa 7–9 ore di sonno per notte, mentre bambini e adolescenti necessitano di più ore per sostenere la crescita e lo sviluppo. Nei più piccoli, come neonati e bambini molto piccoli, il bisogno di sonno è ancora maggiore e può arrivare fino a 12–17 ore nell’arco della giornata.

Al di là dei numeri, un segnale importante da considerare è come ci si sente durante il giorno. Se si è costantemente stanchi, affaticati o assonnati, è possibile che il sonno non sia sufficiente o non sia di buona qualità, anche se il numero di ore dormite sembra adeguato.

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3. Quali sono i sintomi dell’insonnia?

I sintomi dell’insonnia non riguardano solo la notte, ma spesso si estendono anche alla giornata successiva. Chi soffre di insonnia può avere difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti o prolungati durante la notte oppure svegliarsi troppo presto senza riuscire a riaddormentarsi. Durante il giorno possono comparire stanchezza persistente, sonnolenza, difficoltà di concentrazione, rallentamento dei pensieri, irritabilità e una ridotta energia nello svolgere le attività quotidiane. In alcuni casi, la mancanza di sonno può accentuare ansia e umore depresso.

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4. Quali sono le cause dell’insonnia?

L’insonnia può avere cause diverse e spesso è il risultato di più fattori che agiscono insieme. Tra le cause più comuni ci sono lo stress, l’ansia e i cambiamenti importanti nella vita, come problemi lavorativi, difficoltà relazionali o eventi emotivamente impegnativi. Anche alcune condizioni di salute fisica, come il dolore cronico, e disturbi della salute mentale possono interferire con il sonno. Le abitudini quotidiane giocano un ruolo importante: orari irregolari, consumo di caffeina o alcol, uso di dispositivi elettronici prima di dormire o ambienti di riposo poco adeguati possono contribuire a mantenere il problema nel tempo.

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5. Come si tratta l’insonnia?

Il trattamento dell’insonnia dipende dalla sua durata, dalla gravità dei sintomi e dalle cause sottostanti. Nelle forme lievi o occasionali, il primo approccio consiste spesso nel modificare le abitudini legate al sonno, attraverso l’adozione di una corretta igiene del sonno. Questo significa, ad esempio, mantenere orari regolari, creare una routine rilassante prima di dormire e curare l’ambiente in cui si riposa. Tecniche di rilassamento, come la respirazione lenta, la meditazione o esercizi di rilassamento muscolare, possono aiutare a ridurre l’attivazione fisica e mentale che ostacola il sonno. Nei casi più persistenti, può essere indicato un percorso di terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia, mentre l’uso di farmaci viene generalmente riservato a situazioni specifiche e per periodi limitati, sotto controllo medico.

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6. Cosa fare e cosa non fare in caso di insonnia?

In caso di insonnia è utile cercare di mantenere una routine regolare, andando a dormire e svegliandosi più o meno alla stessa ora ogni giorno, e dedicare del tempo al rilassamento nelle ore serali. È importante associare il letto al sonno, evitando di usarlo per lavorare, guardare la televisione o usare lo smartphone. Allo stesso tempo, è consigliabile evitare stimolanti come caffeina, nicotina e alcol nelle ore che precedono il riposo, così come l’esposizione a luci intense o schermi luminosi. Forzarsi a dormire o restare a letto a lungo quando non si riesce a prendere sonno può aumentare la frustrazione e rendere il problema più persistente; in questi casi, può essere più utile alzarsi e dedicarsi a un’attività tranquilla finché non torna la sonnolenza.

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