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I sintomi fisici per riconoscere l’ansia

L’ansia è una reazione fisiologica che abbiamo da sempre e che da sempre è un utilissimo meccanismo di difesa. Il sistema nervoso simpatico si attiva in modo automatico quando percepiamo una minaccia, reale o immaginaria: i muscoli si tendono, il cuore accelera, il respiro diventa rapido. 

Si tratta della cosiddetta risposta chiamata “attacco o fuga”, che serve appunto per salvarci dai pericoli. Le cause dello stress, al giorno d’oggi, possono essere le più diverse: un cambiamento di lavoro, un trasloco, un matrimonio, la nascita di un figlio o, al contrario, una perdita. Tutte situazioni che ci mettono alla prova e che generano tensione.

Lo stress e la risposta allo stress non sono negativi di per sé.  Allora perché consideriamo stress e ansia come nemici? 

Innanzitutto, perché in alcuni casi il nostro organismo non distingue pericolo reale da pericolo percepito come tale e quindi anche piccoli fattori di stress quotidiano possono trasformarsi in disturbi fisici che rendono difficile vivere normalmente.

Inoltre, la differenza tra ansia fisiologica e ansia invalidante deriva dall’intensità della risposta allo stress, quindi dal modo in cui reagiamo. La risposta allo stress ci permette di affrontare un cambiamento e di rimanere vigili e concentrati. Quando però l’ansia supera una certa soglia — diversa per ciascuno di noi — può diventare cronica e invalidante nella vita quotidiana.

I segnali emotivi dell’ansia — nervosismo, irrequietezza, difficoltà di concentrazione, mascella serrata — si accompagnano quasi sempre a sintomi fisici come battito cardiaco accelerato, respiro affannoso, bocca secca, nausea o mani sudate, ma anche vertigini e diarrea

È fondamentale riconoscere se si tratta di un’ansia fisiologica o di qualcosa che va ascoltato e che richiede un aiuto specifico. Ecco i sintomi fisici che ci aiutano a identificare l’ansia. 

Per approfondire:

Quali sono i sintomi fisici dell’ansia?

I sintomi fisici dell’ansia possono aiutarci a identificarla precocemente in modo da poter intervenire per tempo. 

Battito accelerato

Uno dei sintomi più tipici è il battito accelerato. Anche qui entrano in gioco gli ormoni. Il sistema nervoso simpatico, quando percepiamo un pericolo, rilascia adrenalina e cortisolo per comunicare al cuore di pompare più velocemente e fornire più sangue ai muscoli. Questo sintomo si è rivelato utilissimo ai nostri antenati per scappare dagli animali, ma può essere ulteriore fonte di ansia se avviene quando ci troviamo a parlare in pubblico. 

Sonno insoddisfacente

Come sappiamo, situazioni di stress possono tenerci svegli, a causa di pensieri, rimuginio, irrequietezza. Al tempo stesso, la mancanza di sonno aumenta l’ansia, in un ciclo continuo. Per questo chi soffre di insonnia può a lungo andare sviluppare anche una forma d’ansia e viceversa. 

Disturbi digestivi

In condizioni di pericolo percepito o reale, il nostro cervello devia le energie sulle funzioni immediate e più utili in quel momento. La digestione non è una di quelle. Per questo l’ansia genera sintomi gastrointestinali, come digestione difficoltosa, dolori addominali, stitichezza o diarrea. 

Tensione e dolori muscolari

La risposta allo stress “attacco o fuga” è la stessa che manda ai muscoli il segnale di contrarsi. Se stiamo fuggendo realmente questa risposta è funzionale. Tuttavia, se la nostra fonte di stress è un esame all’università, la contrazione muscolare ci porta dolori e rigidità a collo, spalle e mandibola. Un esempio è la cefalea tensiva, ovvero un mal di testa dovuto alla tensione caratterizzato dalla sensazione di avere una compressione intorno alla testa.

Sudorazione eccessiva

Adrenalina e noradrenalina, come abbiamo visto, sono due degli ormoni rilasciati in caso di stress. Sono responsabili dell’aumento del battito cardiaco, del restringimento dei vasi sanguigni della pelle e dell’aumento della temperatura corporea. Il risultato è una produzione di sudore, soprattutto su palmi, viso, ascelle e piedi, attivata per raffreddare il corpo.

Tremori

Quando percepiamo una minaccia, i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, aumentano. 
Il cortisolo è responsabile del rilascio di zucchero nel sangue, in modo da avere energia a sufficienza. Questi picchi di zuccheri, tuttavia, possono anche provocare nausea e tremori. 

Una caratteristica comune di questi sintomi è che possono innescare un circolo vizioso: provare questi sintomi aumenta l’allarme, alimentando ulteriormente l’ansia.

Per approfondire:

Quando rivolgersi al medico

I sintomi fisici variano da persona a persona e sono tipici sia dell’ansia come risposta fisiologica allo stress, sia dell’ansia che richiede invece un supporto. 

Per distinguere i due tipi di ansia, è utile osservare la qualità dei sintomi

Intensità. I sintomi dell’ansia possono essere intensi e difficili da gestire e controllare. In questo caso la risposta potrebbe essere considerata eccessiva rispetto allo stimolo che l’ha generata.

Frequenza. L’ansia fisiologica è una risposta precisa e puntuale a momenti di stress, che non dovrebbero presentarsi costantemente nella nostra vita. Verificare quanto spesso ci capita di provare ansia è utile per capire se sia il caso di chiedere aiuto.

Durata. L’ansia e i suoi sintomi dovrebbero sparire quando termina la situazione stressante. Per esempio, se dopo un esame, i sintomi permangono per tutto il giorno o anche quello successivo oppure ci si sente ansiosi senza un motivo preciso, allora è bene rivolgersi a un professionista.

Interferenza. L’ansia fisiologica non interferisce con il corretto svolgimento delle attività quotidiane, come lavorare. In quel caso, se l’ansia diventa invalidante, è opportuno rivolgersi al medico.

Eventi scatenanti. L’ansia può essere generata da situazioni specifiche che riconosciamo. In questi casi si tende a evitare la fonte, magari costringendoci in casa o impedendoci di guidare in autostrada.

Se l’ansia compromette il funzionamento e la qualità di vita, interferendo per lungo periodo su lavoro, relazioni e vita sociale, è consigliabile parlarne con un professionista sanitario o con uno psicoterapeuta, per valutare la possibilità di soffrire di un disturbo d’ansia.

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