Stress, insonnia e cortisolo
I disturbi del sonno, in particolare l’insonnia, sono una condizione diffusa, caratterizzata da difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, sensazione di stanchezza diurna, ansia, irritabilità e compromissione dell’attenzione.
Esiste un legame molto forte tra stress, ansia e insonnia. In particolare, le condizioni stressanti – come un sovraccarico lavorativo, problemi finanziari o familiari – sono associate a una riduzione della durata e della qualità del sonno; a loro volta, l’insonnia può generare frustrazione e quindi stress e ansia.
Questo legame è dovuto al fatto che sonno e stress comunicano tra di loro in modo bidirezionale, condividendo vie comuni nel processo deputato al rilascio di ormoni che agiscono sul sistema nervoso centrale. In questo sistema di comunicazione troviamo un ormone importante, noto anche nella regolazione del metabolismo: il cortisolo.
La quantità di cortisolo rilasciata varia ciclicamente seguendo i ritmi del ciclo sonno-veglia, rispondendo a stimoli specifici in grado di attivare o ridurre il suo rilascio.
Si è visto che nelle persone che soffrono di insonnia si modifica il ritmo sonno-veglia e si alterano i livelli del cortisolo.
Resta ancora da chiarire se i livelli elevati di cortisolo siano causa dei disturbi del sonno o se ne rappresentino una conseguenza. Le evidenze attuali indicano che entrambe le direzioni sono plausibili, a conferma della relazione tra cortisolo, stress e insonnia.
Per approfondire:
Cos’è il cortisolo
Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole situate sopra ai reni (ghiandole surrenali) che svolge una serie di funzioni nel nostro organismo:
- Regola la risposta allo stress: in caso di periodi stressanti, il cortisolo viene rilasciato dopo altri ormoni, come l’adrenalina, necessari per mantenere uno stato vigile. Questo avviene in caso di stress acuto (a breve termine), stress cronico (a lungo termine) e stress traumatico.
- Regola il ciclo sonno-veglia, svolgendo un ruolo fondamentale nel mantenimento dei ritmi circadiani.
- Regola il metabolismo, stimolando il rilascio di glucosio per fornire energia rapida e controlla anche come viene utilizzato.
- Sopprime l’infiammazione, potenziando il sistema immunitario. In caso di livelli elevati cronicamente, l’effetto è opposto e il sistema immunitario si indebolisce.
- Regola la pressione sanguigna: livelli elevati causano ipertensione, mentre livelli troppo bassi causano pressione bassa.
Il corpo monitora continuamente i livelli di cortisolo per mantenerli stabili. Livelli troppo alti o troppo bassi possono essere dannosi per la salute.
Cortisolo e stress
Quando il cervello interpreta qualcosa come una possibile minaccia, una piccola area alla sua base, l’ipotalamo, attiva un vero e proprio sistema di allerta all’interno dell’organismo. Un esempio tipico di evento percepito come pericoloso è l’abbaiare improvviso di un cane durante una passeggiata. Attraverso segnali nervosi e ormonali, questo sistema stimola le ghiandole poste sopra i reni a liberare rapidamente ormoni come adrenalina e cortisolo.
L’adrenalina accelera il battito cardiaco, aumenta la pressione arteriosa e fornisce un’immediata riserva di energia. Il cortisolo, principale ormone dello stress, innalza i livelli di glucosio nel sangue, favorisce il suo utilizzo da parte del cervello e rende più disponibili le sostanze necessarie alla riparazione dei tessuti.
Allo stesso tempo, il cortisolo riduce temporaneamente attività che, in una situazione di emergenza, risulterebbero superflue: modula la risposta immunitaria e rallenta i processi digestivi, riproduttivi e di crescita. L’intero sistema di risposta allo stress comunica inoltre con le regioni cerebrali coinvolte nella regolazione di emozioni, motivazione e percezione della paura.
Per approfondire:
- Ansia e stanchezza psicofisica
- Stress, ansia e mal di pancia
- Gli effetti dello stress sulla libido
- L’ansia della domenica: cos’è il Sunday scaries
Cortisolo e sonno
A livello fisiologico, il cortisolo ha un andamento ciclico.
- Il momento di concentrazione più bassa del cortisolo si verifica intorno a mezzanotte.
- I livelli di cortisolo aumentano 2–3 ore dopo l’addormentamento e continuano a salire fino alle ore del risveglio.
- Il picco si verifica al mattino, intorno alle 9:00.
- Nel corso della giornata si osserva un declino progressivo, che è potenziato dal sonno, fino a raggiungere la quantità più bassa e la quiete.
In condizioni fisiologiche, quindi, rilasci più frequenti di cortisolo durante il giorno aiutano a mantenere lo stato di veglia, mentre la loro riduzione notturna contribuisce al consolidamento del sonno e a limitare i risvegli.
Sebbene il corpo sia altamente adattabile allo stress a breve termine, l’esposizione prolungata può far sì che questo equilibrio si spezzi. Le modifiche nel funzionamento del sistema che regola il rilascio del cortisolo risultano particolarmente rilevanti nello sviluppo sia dell’insonnia acuta sia del disturbo da insonnia. Chi ne soffre, infatti, mostra modifiche del ritmo sonno-veglia del cortisolo, con livelli mattutini più elevati rispetto a chi non ne soffre. Inoltre, si è visto che la deprivazione acuta di sonno aumenta la frequenza del rilascio di cortisolo, favorendo la veglia e ostacolando il sonno.
Per approfondire: