Disturbi del sonno. Cosa sono, cause e fattori di rischio
I disturbi del sonno sono condizioni che alterano la qualità e la quantità del riposo notturno, causando difficoltà nelle attività diurne.
Chi ne soffre può non dormire a sufficienza o non sentirsi riposato al risveglio; in alcuni casi si manifesta una marcata sonnolenza durante il giorno.
Il sonno può essere disturbato da cambiamenti nella respirazione o da movimenti frequenti durante la notte, oppure può risultare difficile addormentarsi, mantenere il sonno o evitare risvegli troppo precoci al mattino.
Quando persistono nel tempo, i disturbi del sonno riducono la qualità della vita e mettono a rischio la salute e la sicurezza — per esempio aumentando la probabilità di incidenti alla guida o sul lavoro.
Spesso si associano a condizioni mediche o psicologiche, come ansia e depressione, che possono esserne sia la causa sia la conseguenza.
In altri casi, possono comparire in periodi particolari della vita, come durante una malattia, un cambiamento lavorativo stressante o la nascita di un bambino.
Vediamo insieme come si classificano i disturbi del sonno, quali sono le cause, i sintomi e le strategie per dormire meglio.
Per approfondire:
Quali sono i disturbi del sonno
Il nostro corpo ha bisogno di dormire bene per riuscire a stare sveglio di giorno.
Non basta dormire un adeguato numero di ore, ma è anche importante che la qualità del sonno sia ottimale e non comprometta il riposo.
I disturbi del sonno possono influenzare:
- La qualità del sonno (quanto il sonno è ristoratore)
- La tempistica (in quanto tempo ci si addormenta e se si riesce a mantenere il sonno)
- La quantità o durata del sonno e dei periodi di veglia
Tutti noi abbiamo avuto o possiamo avere delle difficoltà a dormire, ma non sempre si tratta di veri e propri disturbi del sonno.
Per capire se sia il caso di rivolgersi a un medico o di trovare un rimedio, è importante chiedersi se:
- Si hanno regolarmente problemi a dormire
- Ci si sente stanchi di giorno anche dopo aver dormito sette ore
- È difficile svolgere le normali attività quotidiane
Poiché i disturbi del sonno sono complessi (ce ne sono più di ottanta tipi differenti), esiste una classificazione che è cambiata nel tempo. Quella più recente suddivide i disturbi del sonno in base ai sintomi, al modo in cui influenzano l’organismo e al sistema corporeo coinvolto.
Le principali categorie sono:
- Insonnia: difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno. È la tipologia più frequente.
- Disturbi respiratori legati al sonno: alterazioni della respirazione durante il sonno.
- Disturbi centrali di ipersonnolenza: difficoltà a mantenere lo stato di vigilanza durante il giorno.
- Disturbi del ritmo circadiano sonno-veglia: l’orologio biologico interno rende difficile addormentarsi e svegliarsi agli orari desiderati.
- Parasonnie: comportamenti fisici o vocali che si manifestano durante il sonno, come camminare, parlare o mangiare.
- Disturbi del movimento correlati al sonno: movimenti involontari o l’urgenza di muoversi che ostacolano l’addormentamento e/o la continuità del sonno.
Per approfondire:
- L’insonnia non è tutta uguale: la classificazione
- Il cronotipo: cos’è e come funziona
- Le fasi del sonno
- Ansia e insonnia: qual è il legame?
- Sonnolenza diurna eccessiva: cause e conseguenze
- L’insonnia iniziale: quando è difficile addormentarsi
- Insonnia di mantenimento: svegliarsi di notte
Cosa accade quando non si dorme bene?
Il sonno è necessario per “ricaricare le batterie” ovvero per far funzionare al meglio il nostro corpo e il nostro cervello. Quando si dorme poco o male per periodi prolungati, gli effetti sulla qualità di vita possono essere significativi.
Le conseguenze più immediate e comuni sono:
- Stanchezza
- Ridotta energia
- Irritabilità
- Difficoltà di concentrazione
Possono subentrare anche:
- Difficoltà nel prendere decisioni
- Sbalzi d’umore
I disturbi del sonno possono aggravare l’ansia o la depressione che a loro volta possono compromettere la qualità e la quantità di sonno.
Infine, sia il sonno insufficiente che il sonno eccessivo sono associati a numerosi problemi di salute cronici, come malattie cardiache, diabete e obesità.
Per approfondire Insonnia: una guida per capire cos’è [link all’articolo 44]
Cause e fattori di rischio dei disturbi del sonno
I disturbi del sonno sono provocati da un’alterazione del naturale ciclo di sonno e veglia dell’organismo.
Le cause specifiche possono variare a seconda del tipo di disturbo e includono:
- Disturbi psicologici, come depressione o disturbo d’ansia.
- Condizioni mediche come malattie cardiache, asma, dolore cronico o patologie neurologiche.
- Assunzione di sostanze prima di dormire, come caffeina o alcol.
- Lavoro su turni notturni.
- Effetti collaterali di alcuni farmaci.
Esistono inoltre alcuni fattori di rischio che possono predisporre maggiormente le persone ai disturbi del sonno.
Per esempio:
- Età. Il sonno cambia nel corso della vita. Alcuni disturbi, come l’enuresi notturna, sono più comuni nei bambini, mentre altri compaiono più spesso con l’avanzare dell’età.
- Stress.
- Sesso biologico. Le donne sono più soggette ai disturbi del sonno.
- Genetica. Avere un familiare con disturbi del sonno come insonnia, sonnambulismo o apnea del sonno aumenta il rischio.
- Obesità. Aumenta il rischio di apnea ostruttiva del sonno.
Sintomi dei disturbi del sonno
I disturbi del sonno possono manifestarsi in diversi modi, variando per intensità e durata. Tra i sintomi più comuni ci sono:
- Difficoltà ad addormentarsi, restare svegli a lungo prima di prendere sonno.
- Risvegli frequenti durante la notte o risvegli precoci al mattino, con difficoltà a riaddormentarsi.
- Sonnolenza eccessiva durante il giorno, con il rischio di addormentarsi in momenti inopportuni, come alla guida o al lavoro.
- Alterazioni della respirazione durante il sonno, come russamento, rantoli, pause respiratorie, sensazione di soffocamento o respiro irregolare.
- Movimenti involontari di braccia e gambe o digrignamento dei denti.
- Comportamenti inconsueti nel sonno, come camminare, parlare, mangiare o bagnare il letto.
- Umore basso o maggiore irritabilità, con tendenza a sentirsi giù di morale.
- Difficoltà di concentrazione e riduzione delle prestazioni mentali.
- Stanchezza costante, anche dopo un numero sufficiente di ore di sonno.
- Aumento dell’appetito o cambiamenti nelle abitudini alimentari.
Quando i disturbi del sonno persistono nel tempo, possono influire sulla vita sociale e sulle relazioni, ridurre la capacità di svolgere le attività quotidiane e compromettere la qualità generale della vita.
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Una buona igiene del sonno
Per ridurre o prevenire i disturbi del sonno, è utile seguire alcune regole fondamentali:
- Mantenere un ritmo regolare di sonno, andando a letto e svegliandosi alla stessa ora ogni giorno, anche nei fine settimana.
- Favorire il rilassamento prima di dormire con attività tranquille, come la lettura, evitando luci intense e dispositivi elettronici.
- Evitare i sonnellini, in particolare nel pomeriggio.
- Praticare attività fisica quotidianamente.
- Curare l’ambiente della camera da letto, che dovrebbe essere silenziosa, fresca e buia; materasso e cuscino devono essere confortevoli e offrire un adeguato supporto.
- Limitare il consumo serale di alcol, caffeina e pasti abbondanti.
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